sabato 3 agosto 2013

Madama Butterfly sotto la Lanterna

In buona parte inaspettato l’interesse suscitatomi dalla mostra Geishe e Samurai. Esotismo e fotografia nel Giappone dell’Ottocento visitabile a Genova, Palazzo Ducale. La fotografia è una forma artistica da me ben poco conosciuta, per quanto la tecnica utilizzata in questo caso sia una via di mezzo tra fotografia e pittura: un momento della fotografia nipponica passato sotto il nome di Scuola di Yokohama, caratterizzato appunto dall’unione tra la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi. Si tratta della fusione tra la tecnica occidentale della stampa all’albumina - che andava sviluppandosi in quel periodo - delicatamente e singolarmente colorate  a mano dalla maestria dei raffinati artigiani pittori giapponesi che hanno permesso di tramandare, oltre ai soggetti, anche i colori.
 Paesaggi, ritratti, scene di vita quotidiana, uomini e donne ripresi nelle loro attività tradizionali, con i costumi e i modi dell’epoca che restituiscono l’immagine del Giappone visto ad uso e consumo del curioso occidentale. Sebbene si tratti di situazioni costruite, talune addirittura in studio con finti fondali, e i modelli siano tutti adeguatamente in posa, resta sempre forte il fascino emanato da questo paese, all’epoca investito da un processo di forzata modernizzazione,  nel quale visitatori in cerca di facile esotismo si rivolgevano al recente passato, fissando sulle lastre fotografiche personaggi e situazioni ideali/idealizzati.
Le 125 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento sono divise in sette sezioni, intervallato da tre piccole aree che presentano otto preziosi album-souvenir. Le sezioni sono: uomini e bambini ritratti nella vita quotidiana (l’universo maschile), donne impegnate nelle attività domestiche e di tutti i giorni (l’armonia del quotidiano); ma anche ritratti dei diversi operatori del sacro durante le cerimonie (il tempo del rito e della festa; il modello idealizzato di bellezza femminile asiatica, (la bellezza sublime); i personaggi tipici della cultura giapponese del tempo (sàmurai, kendoka, lottatori di sumo, tatuati per finire con le città senza notte, sul tema e sulla realtà storica delle donne di piacere.