lunedì 22 aprile 2013

IL SUCCESSO ITALIANO A PARIGI negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil


Vale una citazione questa mostra ospitata a Rovigo, Palazzo Roverella dal 23 febbraio al 23 giugno 2013 (http://www.mostragoupil.it/)
Numerosi i Boldini presenti alla mostra ma si tratta di opere un po’ meno inflazionate tra le quali spicca un luminoso paesaggio davvero pregevole. Non potevano ovviamente mancare le sue incantevoli dame, in particolare le protagoniste de La visita e Passeggiata Solitaria ma, in termini di fascino femminile, trovo inarrivabili le “Istitutrici ai Campi Elisi” di Vittorio Corcos, di sicuro meno aristocratiche ma soffuse di malinconica grazia.


Carico di tutto il pathos ottocentesco “Il Piccolo Saltimbanco” di Antonio Mancini. “Guardiana di Pecore” con una bambina di Michetti di piccolo formato ma di grande intensità, insieme con altri suoi lavori lo confermano “signore del pennello” come lo definì l’amico e conterraneo D’annunzio.
A chiusura della mostra si ha modo di visitare la pinacoteca dove è stata una gradita sorpresa trovare, tra gli altri, il Giampietrino e Giovanni Bellini.



sabato 20 aprile 2013

900 a Forlì


Al periodo da me preferito, il primo ‘900, viene nuovamente dedicata una rassegna, questa volta a Forlì (http://www.mostranovecento.it/)
Peccato che la visita sia stata caratterizzata da una sorta di “rumore di sottofondo” ossia una scolaresca in visita con una accompagnatrice dalla voce stentorea – che si udiva a diverse sale di distanza – e con una esposizione veramente da maestrina, infarcita da domande retoriche opportunamente seguite da pause che avrebbero dovuto invogliare i discenti a rispondere (ma gli interventi non si accavallavano di certo). Particolarmente in evidenza il contrasto tra questo rumore e la rarefatta atmosfera suggerita dallo ieratico ritratto di Silvana Cenni di Casorati. 
Una indigestione di balilla e vittorie che onorano gli eroi caduti o ancora combattenti viene parzialmente riscattata da Contardo Barbieri con Adunata di gente in piazza del 1934.


 Efficace “Profilo Continuo Dux” di Renato Bertelli, una scultura osservabile da qualsiasi punto di vista che restituisce sempre il profilo di Mussolini. 





Al limite dello sprezzo del ridicolo i vari ritratti del duce tra cui due perle del kitsch, ossia il condottiero di Cesare Sofianopulo 1928 con Mussolini in guisa di guerriero medievale con corazza, spada e simboli vari – quasi un novello Guido da Montefeltro – e Il Grande Nocchiero di Thayhat 1939 dove invece viene rappresentato come una sorta di gigantesco automa al timone della nazione. Opinabile il soggetto ma sempre apprezzabile la realizzazione della maschera di Mussolini di Wildt. Molto bello un disegno di de Chirico – un ritratto di Massimo Bontempelli –


Esempi di arte pubblica, con Sironi e Olivucci (Scienze Aeronautiche e Navali) del 1937 con erculei lavoratori; altrettanto monumentali il pastore e il contadino nell’Arcadia rivisitata da Gisberto Ceracchini nel suo Incontro del 1934 

Quasi un déjeuner sur l'herbe con innesti esotici La Quiete di Carena 1921 con la figura centrale reminescente delle odalische di Ingres e posso anche vedere un altro Oppi dal vero (La Giovane Sposa 1922/24).

 



 Non mi soffermo nella sezione esemplificativa dell’aeropittura né troppo a lungo in quella dedicata all’arte pubblica. Il realismo magico di Donghi col suo Giocoliere e una sorta di moderno Caravaggio con Gregorio Sciltian e il suo Bacco all’Osteria


































Bella la selezione di opere di Cagnaccio di San Pietro con esiti di allucinato realismo come nell’Attesa 1934. 




Ancora simboliste sebbene risalenti al 1932 Le Sirene di Luigi Bonazza, un’ampia rassegna di nudi femminili sia nel Concerto di Casorati 1924 che nei massicce bagnanti ritratte da Giannino Marchig in Fine d’un Giorno d’Estate 1936. Sul genere propaganda dell’Istituto Luce Italica Gens di Cesare Maggi. . L'immagine-simbolo della mostra è Conversazione Platonica di Casorati.
























sabato 6 aprile 2013

Giuseppe De Nittis a Padova, Palazzo Zabarella





 







 Il Passaggio degli Appennini non suscita in me particolare entusiasmo, tanto meno fanatismo come – ci ricorda Cecioni – pare sia avvenuto all’epoca della sua presentazione. Né mi pare così straordinariamente riuscito: la resa del cielo è pregevole mentre la strada mi sembra meno convincente. Piuttosto bello, invece, il pastello con l’autoritratto dell’artista del 1883 e ancor di più
l’analogo ritratto della moglie (Giornata d’Inverno del 1882) con una sinfonia di bianchi alternata alle tonalità scure dei capelli della donna e del sofà, riprese anche da altri dettagli.

  Nutrita la rappresentanza di quadri di genere rappresentanti la vita quotidiana ma solo delle classi agiate con amazzoni a passeggio nel Bois de Boulogne o lungo gli Champs Elisées. Sulla neve (1874) rende molto bene l’atmosfera: ci pare di percepire lo scricchiolio della neve calpestata dalla giovane donna che osserva due cagnolini scorrazzare frenetici.



 






 



  Esempio che più si avvicina all’impressionismo “classico”  - ma solo nel tema della rappresenrazione della vita moderna - è Place des Pyramides con i frutti arancioni che catalizzano l’attenzione e fungono da perno attorno al quale ruota il fluire della vita quotidiana.







 Di assoluto rilievo Il Ritorno dalle Corse 1878 con la vezzosa dama in veletta nera ma preferisco di gran lunga le opere di Vittorio Corcos sistemate in una saletta apposita in quanto a suo tempo falsificate ed attribuite appunto a De Nittis con tanto di apposizione di firma apocrifa. La Figlia di Jack La Bolina, Ore Tranquille e lo splendido Woman with Dog 1885 nulla hanno da invidiare alle più affascinanti dame ritratte da Boldini. In particolare in Woman with Dog spicca il delizioso ovale del volto reso ancora più luminoso dal contrasto col severo abito scuro che lo esalta. La fresca bellezza della ragazza è echeggiata dai fiori accennati sullo sfondo in una ambientazione serena e primaverile.



 
 









 
I dipinti realizzati durante il soggiorno a Londra sono pregevoli per tecnica e capacità ma non trasmettono molto. Solo Una Domenica a Londra 1878 comunica tutta la solitudine che può albergare in una grande città, con la figura del bobby a presidiare una strada praticamente deserta. Sicuramente di grande bellezza Piccadilly ma maggiormente interessante nella sua diversità Passa il Treno 1878/9 quasi un Turner (privato dello Sturm und Drang romantico) nel cielo brumoso e nella scia di fumo della locomotiva.









 Tra i numerosi pastelli Signora in Giardino1883 e, di analoga ambientazione, Colazione in Giardino 1883/4 con una situazione degna di uno spot del Mulino Bianco.
 Pur con tutto il mio patriottico orgoglio di saperlo tra gli italiani di Parigi più apprezzati, non posso dire di essere rimasto particolarmente colpito dalle opere di De Nittis pur apprezzandone, ovviamente, le indiscusse e notevoli capacità tecniche. Si è trattato pertanto di attrazione verso singole opere, freddamente razionale. Resta comunque un vero piacere tornare a Palazzo Zabarella, sede espositiva che continua ad offrire occasioni di visita sempre ricche di interesse.