venerdì 24 febbraio 2012

L'arte del dubbio

Non ho mai letto nulla di Carofiglio, e le volte che m’è occorso di vederlo in dibattiti e occasioni televisive varie non ha riscosso le mie simpatie. Mi attirava tuttavia un’opera teatrale basata su di un libro che “nasce come manuale per gli addetti ai lavori e ha come argomento le tecniche dell’interrogatorio, ricostruite attraverso l’analisi di veri verbali processuali”. Va detto subito che non ho trovato nulla di tutto questo: articolata in vari quadri/scenette, tutti di discutibile qualità, la piece vorrebbe presentare una serie di situazioni atte a farci riflettere sulla “verità” ma se veramente la fonte originale è un “best-seller che molti hanno letto come una raccolta di racconti, appassionandosi ai dialoghi, alle storie e ai personaggi; ma anche alle indicazioni di tattica e di strategia processuale che inducono a riflettere sui rapporti tra linguaggio, persuasione e verità” non è assolutamente vero che “tutto questo, trova la via del palcoscenico grazie all’adattamento del drammaturgo Stefano Massini, alla messa in scena di Sergio Fantoni e all’interpretazione di Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani”. Vestiti come personaggi delle comiche d’antan gli attori hanno dato vita a scenette veramente di scarso spessore e tranne un paio di esempi tratti da veri interrogatori che ne hanno dato un rapido, superficialissimo assaggio il resto è scivolato via tra noia e disinteresse.

sabato 18 febbraio 2012

Let me entertain you


Ho finalmente avuto l’opportunità di assistere dal vivo ad uno spettacolo di Marco Paolini (“ITIS Galileo “) dopo aver apprezzato questo attore più volte in TV. La frusta espressione “grande affabulatore” nel suo caso è ben spesa: riuscire a tener desta l’attenzione del pubblico per due ore consecutive parlando di Galileo Galilei – non proprio un personaggio che risveglia entusiastico interesse nelle masse – non è impresa da poco.
Certo, il monologo viene frequentemente inframmezzato da riferimenti al contemporaneo, da excursus stravaganti (Shakespeare in veneto) e rivisitazioni storiche con scenette degne di Achille Campanile, ma tutto ciò a maggior merito del mattatore unico che strappa frequenti applausi e risate all’uditorio al quale viene instillato qualche utile spunto di riflessione.