venerdì 30 settembre 2011

Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí a Ferrara


Numerosi i lavori davanti ai quali mi sono trattenuto a lungo. Una Ragazza dai capelli Rossi di Jules Pascin con la figura femminile che sembra emergere dalle brume dello sfondo.


Nella sala che ospita due Modigliani vi è una tela di Tsuguharo Foujita che rappresenta un nudo ‘modiglianesco’ sì  ma acromatico se non per piccoli tocchi rosati che pongono l’accento sulla femminilità della modella.


 Christopher Nevinson Uno Studio a Montparnasse: nella freddezza delle linee geometriche che caratterizzano la composizione si inserisce la componente curvilinea del sofà (tra le poche note di colore dove altrimenti predominano i toni scuri) e del corpo nudo della donna, in piedi e intenta ad accarezzare un gatto accucciato, il tutto davanti al piano verticale rappresentato dalla vasta superficie vetrata che si affaccia su caseggiati che ne riprendono le linee ascendenti.

Severini La Finestra coi Colombi: una piccola tempera su carta che mi spinge a tornare al MART per la mostra in corso dedicata a questo artista.













 Andre Derain rigetta il suo passato "avanguardista" per dipingere un omaggio alla bellezza muliebre con il suo Nudo con Gatto.

Firenze: Rinascimento e Macchiaioli

Denaro e Bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità
Denaro e bellezza è una mostra particolare: indagando sulla relazione tra banchieri, loro committenze, Botticelli e la predicazione di Savonarola espone un numero modesto di pezzi ma creando un corto circuito interessante tra dipinti monete e strumenti utilizzati da mercanti e cambiavalute rinascimentali. La ragione principale della mia visita era la presenza di opere del Filipepi ma un doppio ritratto di Memling e un paio di tondi dei della Robbia si sono piacevolmente aggiunti all’elenco.

Macchiaioli a Villa Bardini

Una Primavera di Telemaco Signorini sembra poterne catturare in pieno l’atmosfera, l’aria frizzante e i due pastorelli paiono farne naturalmente parte.


Di grande impatto anche un ritratto di fanciulla di Adriano Cecioni. Sempre di Signorini Stradina fra gli olivi a Settignano, 1885 trasferisce sulla tela tutto il calore di una giornata estiva che sembra si possa percepire nelle pietre del muro che costeggia il viottolo.

Il naturalismo di Giovanni Fattori si manifesta nella Contadina fra i pioppi  in maniera tale da suggerire che la figura umana sia una istanza della natura – e ne faccia organicamente parte – in modo non diverso dai fusti dei pioppi il cui colore è ripreso dalla veste della contadina, mentre una sorta di mantello richiama il bruno della terra.


Meno bella e molto più leziosa la tela di analogo soggetto di Lorenzo Gelati Figura fra i pioppi, dove però quest’ultima appare molto più "in posa".




A proposito di Firenze, immancabile la sosta a Orsanmichele con lo straordinario tabernacolo: le formelle con Virtù e storie di Maria sono di ammirevole delicatezza. Altrettanto immancabile e insostenibile la coda agli Uffizi sostituita dall'ennesima visita ad una chiesa, S. Maria Novella, che è un piccolo museo. Gli affreschi del Ghirlandaio sono una mirabile sintesi di grazia, perfezione formale, perizia coloristica il tutto contraddistinto da inarrivabile eleganza. Il Crocefisso del Brunelleschi richiama inevitabilmente il divertente aneddoto vasariano e quello di Giotto ne dimostra una volta di più la grandezza. Cito en passant un lavabo dei della Robbia e, naturalmente, la Trinità del Masaccio: hai voglia a vederlo infinite volte riprodotto nei libri, l’impatto dell’opera reale è tutt’altra cosa.

Artemisia Gentileschi Storia di una passione

Betsabea: l’azzurro della veste dell’ancella e il suo incantevole profilo – che più non si ritrova in una tarda replica del periodo napoletano – fa passare in secondo piano le pur ammirevoli forme di Betsabea, un procace trionfo di candide carni che illuminano la tela, candore sapientemente accentuato dai toni scuri degli abiti delle altre serve e dalla pelle nera di una di esse, a maggior contrasto.
Apprezzabile anche una suonatrice di liuto quanto mai caravaggesca e un autoritratto, nella stessa veste, che ci offre una sensuale testimonianza della opulenta bellezza dell’artista e del suo talento come musicista. Non da meno un altro autoritratto che la rappresenta come una sensuale maddalena drappeggiata in uno spettacolare abito giallo dipinto su foglia d’oro. Dubito che la tela possa ispirare pensieri virtuosi. Nella fase finale della sua carriera vengono riproposti taluni soggetti (p. es. Giuditta e Oloferne) ma con una ambientazione notturna che richiama Georges de la Tour.






giovedì 29 settembre 2011

Autunno

Autunno, cadono le foglie e ricominciano le mostre.  Come mio solito, ne raggruppo alcune per poi trascorrere qualche giorno “matto e disperatissimo” saltando da una città all’altra. Questa volta è il turno di Milano, Firenze e Ferrara. La Milano di Caravaggio ospita una sua seguace, Artemisia Gentileschi. Firenze con Botticelli (e appendice macchiaiola) e Ferrara con, tra gli altri, De Chirico hanno rappresentato ghiotte occasioni.  Nei post seguenti qualche nota a riguardo.